Importante città commerciale e industriale, capoluogo di provincia del Veneto, situata nella pianura padano-veneta tra il Brenta e il Bacchiglione.Maggior mercato della regione inquanto punto di collegamento con i paesi dell’Europa centro-orientale, gode anche di antichissime tradizioni culturali, con una delle più antiche università D’Italia, fondata nel 1222 , e religiose, espresse nella figura di sant’antonio , al quale è dedicato un santuario.Patavium, già centro paleoveneto, ebbe notevole importanza nel periodo imperiale; dopo una fase di decadenza rifiorì nel medioevo quando divenne libero comune.Tranne la breve parentesi della signoria ezzeliniana, Padova mantenne la sua autonomia fino al 1318 quando passò sotto il dominio dei Carraresi, che la amministrarono fino al XV secolo favorendo lo sviluppo culturale e artistico della città.Nel 1405 entrò a far parte dei domini veneziani per restarvi fino alla fine del Settecento quando fu occupata dai Francesi e , dopo il trattato di Campoformio, dagli austriaci.Nel 1866 fu annessa al regno d’italia.
Sulla Piazza del Santo prospetano la basilica, la scuola del Santo, il museo civico e la statua del Gattamelata.La basilica di S.Antonio a croce latina tripartita con presbitero aricchito da un deambulatorio a cappelle radiali, fu costruita a partire dal 1932 sul luogo di un precedente tempietto per ospitare la tomba di Sant’Antonio, morto l’anno prima.Presenta una ricca varietà di accenti stilistici che vanno dal romanico padano al gotico nella facciata a capanna scandita da ampi archi ogivali sormontati da una galleria, arichiami orientaleggianti nei campanili e nella serie di cupole, di cui la centrale presenta una forma conica.L’interno è arricchito da una notevole quantità di opere pittoriche e plastiche.tra le più importanti: il ciclo di affreschi di Altichieri e di Jacopo Avanzo, raffiguarnti la Vita di di S.Giacomo, nella cappella gotica situata nel transetto destro; nel presbitero, chiuso da una balaustra di T.Aspetti e da portelle brozee di C.Mazza, l’altare realizzato da Donatello nel 1451,poi smembrato e arbitrariamente ricostruito nel 1800 dal Boito.L’altare è concepito come una enorme edicola culminante con le statue della Vergine e dei Santi emergenti dal basamento ornato di rilievi raffiguranti i miracoli compiuti dal santo.Chiudono il complesso la Deposizione nella parte posteriore dell’altare, il candelabro del Briosco e le formelle in bronzo nelle pareti, opere dello stesso Briosco e del Ballano risalenti alla fine del XV secolo.Le sculture di F.Parodi sono nella cappella del Tesoro a pianta centrale di squisito gusto barocco, che si apre nel deambulatorio, in cui si conservano preziosi reliquiari del XV-XVIII secolo.Gli affreschi di Giusto dei Menabuoi sono visibili nella cappella del beatoLuca Belludi, sempre nel deambulatorio.I bassorilievi cinquecenteschi con storie di S.antonio,nella cappella dell’Arca, furono realizzate da diverse autori tra i quali il Sansovino,artefice del Miracolo del Santo.Il fastoso altare che nasconde la preziosa arca del Santo, è dell’Aspetti.Dal fianco destro della chiesa, passando attraverso una serie di chiostri, si raggiunge lì’oratorio di S.Giorgio, della seconda metà del XIV secolo, decorato con affreschi di Altichiero Altichieri e seguaci raffiguranti alcuni episodi della vita di Maria.
Particolarmente belle la Crocefissione e l’incoronazione della Vergine su uno sfondo di scenografiche architetture.Nel chiostro del Generale, al piano superiore, ha sede il museo Antoniano, dove si conservano, tra le altre opere, un affresco staccato del Mantegna e un quadro di G.B.Piazzetta.Sempre sulla destra della basilica si erge l’edificio della scuola del Santo, del XV-XVI sec., il cui salone principale ospita un ciclo di affreschi cinquecenteschi in parte opere giovanili di Tiziano.Sulla piazza del Santo è anche la statua equestre del Gattamelata condottiero veneziano, eseguita da Donatello tra il 1447 e il 1453: il monumento viene considerato una delle massime espressioni della scultura rinascimentale.
La chiesa di S.Sofia presenta ua struttura absidale a semicerchio aperta da tre ordini di arcate sovrapposte con cripta interna , risalente in parte al IX secolo.Sono invece del XII secolo la sistemazione interna a tre navate con copertura a crociera e la facciata di chiara ispirazione ravennate.All’interno si conservano affreschi del XIV secolo tra cui una notevole Madonna col Bambino.
La bella chiesa degli Eremitani,romanico-gotica, fu costruita tra il XII e il XIV secolo;presenta una facciata a capanna con un porticato successivo in pietrav a profonde arcate, che proseguono anche sul fianco destro, aperto dal bellissimo portale del Baroncelli, con sculture in rilievo rappresentanti i Mesi.
La zona absidale, fortemente danneggiata durante i bombardamenti del 1944, insieme con gli affreschi che la decoravano, è stata parzialmente recuperata.L’interno a croce latina è a una navata sovrastata da coperture lignee.Vi si ammirano:le due tombe di Jacopo e Ubertino da Carrara di A. de Santi , a sinistra e a destra della navata centrale; il cinquecentesco sepolcro di Marco Mantova Benadives, opera dell’Ammannati; i resti dello splendido gruppo di affreschi che decorava la cappella Ovetari, dipinta dal Mantegna in età giovanile, raffiguranti il Martirio di S.Cristoforo, l’Assunta e la Decollazione di S.Giacomo; la bella terracotta del Pizzolo con la Vergine e il Bambino che domina l’altare; gli affreschi del Guariento eseguiti tra il 1367 e il 1370 ove sono rappresentate le storie di S.Agostino, nel presbitero, in una delle cappelle abside, i resti del ciclo che costituiva la prima opera padovana di Giulio dei Menabuoi.Nei chiostri del convento è ospitato il museo civico:istituito nel 1780, è il più antico del Veneto.Oltre alla sezione archeologica con importanti reperti di età neolitica e alle raccolta numismatica del museo Bottacin, ospita una pinacoteca che raccoglie una serie di dipinti quasi tutti di scuola veneta che abbracciano il periodo dal XIV al XVIII secolo.Tra gli artisti rappresentati citiamo Giotto, Mantegna, lo Squarcione, Vivarini, Veneziano, Tiepolo, Tiziano, Tintoretto, Giorgione, J. e G. Bellini.La cappella degli Scrovegni, piccola e preziosa, posta su commissione di enrico Scrovegni agli inizi del trecento, su un terreno già occupato da un’anfiteatro romano, ancora parzialmente visibile.
E’ un’aula coperta da volte a botte che costituisce all’interno una delle opere più significative della pittura italiana del trecento:il ciclo di affreschi dipinto da Giotto raffigurante le Storie di Maria e Cristo.Il ciclo fu compiuto nel periodo della piena maturità dell’autore, quando l’equilibrata compostezza delle forme, già ricercata nella produzione precedente, aveva raggiunto il massimo dell’espressività drammatica.Il racconto sarebbe scandito in 38 riquadri nei quali si ravvisa la mano di diversi aiuti, presenta una grande continuità narrativa e stilistica.Opera di Giotto sono pure il giudizio universale, alla parete d’ingresso, e le raffigurazioni simboliche dei Vizi e delle Virtù, rispettivamente nello zoccolo sinistro e destro.Superbi inoltre la Madonna e i due Angeli posti sull’altare, opere notevoli di G.Pisano e i due affreschi raffiguranti la Madonna che allatta di Giusto dei Menabuoi.Nel cuore della città si trova il caffè Pedrocchi, simbolo del neoclassicismo padovano eretto da Giuseppe Jappelli nella prima metà dell’Ottocento.
L’Università o palazzo del Bo fu edificata tra la fine del Quattrocento e gli inizi del cnquecento con il bellissimo cortile a doppio porticato progettato da A. Moroni.Da vedere il teatro anatomico, il più antico d’Europa , a cerchi concentrici, costruito da F. d’Acquapendente alla fine del Cinquecento e la Cattedra di Galilei nell’aula magna decorata da stemmi.
La prima costruzione del palazzo della Ragione risale agli inizi del XII secolo ma già nel 1306 Fra Giovanni degli Eremitani lo rinnovò rialzandolo, coprendolo con un tetto ligneo carenato e arricchendolo di una duplice fila di logge sui lati lungh.L’interno del grande salone conserva affreschi del XIV-XV secolo.
Ilpalazzo del capitanio è il simbolo monumentale della dominazione veneziana e risale agli inizi del XVII secolo; sorse sull’area prima occupata da alcuni edifici dell’antica reggia dei Carraresi, la facciata incorpora l’arco dell’Orologio, opera del falconetto, con uno dei più antichi orologi d’Italia.Passando sotto l’arco si entra in piazza Capitaniato, ex cortile della reggia, dove si affacciano palazzi cinquecenteschi e la moderna sede della facoltà di lettere, che , costruita nel secolo scorso, incorpora ambienti dell’antica reggia, fra cui la sala dei Giganti, ridipinta nel Cinquecento da D. Campagnola che vi rappresentò i fasti dell’Antica Roma.All’ultimo piano è allestito il museo delle scienze archeologiche e d’arte.Concludono il vasto complesso di edifici pubblici la loggia della Gran Guardia, con portico a colonne, il palazzo degli anziani, costruzione duecentesca poi rielaborata, e il gotico palazzo del Consiglio del 1283.Il Duomo, sorto tra il IX e il X secolo,ricostruito agli inizi del Mille, risale nell’aspetto attuale, alla riedificazione iniziata verso la metà del Cinquecento da Andrea da Valle, su un progetto michelangiolesco.L’interno, a croce latina tripartita, conserva un’importante tesoro con preziosi oggetti medievali nella sagrestia dei canonici;sulle pareti dipinti del Semitecolo e del Tiepolo; tele del Cinquecentoveneto ed infineun’arca pensile dei dalle Masegne del XV secolo.Il Battistero sorge alla destra del duomo e fu riedificato nella seconda metà del XIII secolo: ha una struttura cubica sormontata da una cupola su alto tamburo.Custodisce la più alta opera pittorica di Giusto dei Menabuoi, raffigurante episodi biblici descritti con raffinatezza ricchezza cromatica e formale.
Il castello sorge su un’area già forficata nel Medioevo;fu ricostruito una prima volta da Ezzelino agli inizi del XII secolo e una seconda dai Cararesi qualche decennio dopo.Attualmente è sede delle prigioni.Dell’edificio originario conserva due torri, una delle quali dal 1700 è sede dell’osservatorio astronomico.Prendendo la porticata Via Umberto I, è da notare al n.4 il palazzo Olzignani edificato da P.Lombardo in forme gotico-rinacsimentali:la strada termina in Prato della Valle, la più grande piazza di Padova.
La prima basilica di S.Giustina risale al periodo paleocristiano, dopo il terremoto del 1117 fu iniziata la costruzione di una nuova basilica che durò fino alla fine del Quattrocento e di cui rimangono alcune sculture.L’edificio attuale,a croce latina tripartita con copertura a botte, su cui si innestano otto cupole orientaliggianti, risale ad una serie di interventi susseguitisi per tutto il Cinquecento ad opera di G. da Brescia,A. Moroni e A. da Valle.